venerdì 13 luglio 2018

Facebook Ads vs Google AdWords: quale delle due piattaforme dovresti utilizzare per incrementare il tuo business?


Facebook Ads vs Google AdWords: quale delle due piattaforme dovresti utilizzare per incrementare il tuo business?

Fino a poco tempo fa, molti inserzionisti hanno visualizzato Google AdWords e Facebook Ads in modo contraddittorio.

La rivalità di vecchia data delle due società, spesso drammatizzata dai media tecnologici, è stata considerata una prova inconfutabile del fatto che le due piattaforme erano in concorrenza diretta tra loro, e che era necessario per le imprese di tutte le dimensioni prendere una decisione difficile su quale la piattaforma giusta in base ai propri bisogni; una falsa dicotomia che rimane confusa e fuorviante per chi è nuovo alla pubblicità online.

Facciamo un po’ di chiarezza, sebbene le due piattaforme siano spesso posizionate come concorrenti, nulla potrebbe essere più lontano dalla verità in senso pratico.

Google Adwords

La ricerca a pagamento si concentra in questo caso sul targeting di parole chiave e sull'uso di annunci di
testo. 

Inserzionisti che utilizzano l'offerta AdWords per parole chiave (parole e frasi specifiche)
incluse nelle query di ricerca inserite dagli utenti Google, nella speranza che i loro annunci vengano visualizzati insieme ai risultati di ricerca per queste query.
 
Ogni volta che un utente fa clic su un annuncio, all'inserzionista viene addebitata una certa
somma di denaro, da cui il nome "pubblicità pay-per-click".
 
L'offerta PPC e l'ottimizzazione dell'offerta sono un argomento complesso, oltre lo scopo di
questo articolo, ma in sostanza, gli utenti pagano il potenziale per trovare nuovi clienti in base alle parole chiave e ai termini di ricerca che inseriscono in Google.
 
Annunci Facebook Ads


Con il maggior numero di utenti mensili attivi di qualsiasi altro social network nel mondo, Facebook è diventato un elemento altamente competitivo e potenzialmente redditizio delle strategie di pubblicità digitale di molte aziende.

Molte aziende sfruttano i punti di forza della pubblicità su Google e Facebook Ads per ottenere la massima visibilità, aumentare lead e vendite e trovare nuovi clienti, adottando strategie diverse che si allineano con le funzionalità di ciascuna piattaforma e riscontrandone un notevole ritorno sulla spesa pubblicitaria.

Nella seconda parte dell'articolo, accenneremo alcuni dei principali punti che distinguono Google AdWords e Facebook Ads e capirai perché dovresti considerare l'utilizzo di entrambi come parte della tua più ampia strategia di marketing digitale.

Quali sono le differenze tra Google AdWords e Facebook Ads ?

Prima di esaminare i diversi punti di forza e le caratteristiche di Google AdWords e Facebook Ads, è fondamentale capire la differenza principale tra le due piattaforme pubblicitarie.

Google AdWords: ricerca a pagamento Google AdWords è la piattaforma pubblicitaria PPC (Pay per click) più grande e famosa al mondo.
AdWords è così diffuso che è diventato sinonimo del termine "ricerca a pagamento".
I due termini sono usati in modo intercambiabile, anche se altre piattaforme come Bing Ads funzionano in modo simile.

Facebook Ads è un ottimo esempio di ciò che è noto come "social retribuito", con il maggior numero di utenti mensili attivi di qualsiasi social network nel mondo.
Sebbene la pubblicità su Facebook possa essere considerata simile ad AdWords, in quanto gli inserzionisti che utilizzano entrambe le piattaforme stanno essenzialmente promuovendo la propria attività via Internet, è qui che finiscono le somiglianze.
A differenza della ricerca a pagamento, che aiuta le aziende a trovare nuovi clienti tramite parole chiave, i social pagati aiutano gli utenti a trovare le attività commerciali in base alle cose a cui sono interessati e ai modi in cui si comportano online.
Quando si tratta della differenza principale tra Google AdWords e Facebook Ads, puoi pensare in questo modo: AdWords ti aiuta a trovare nuovi clienti, mentre Facebook aiuta i nuovi clienti a trovarti.

Ora che abbiamo scoperto la differenza elementare tra Google AdWords e Facebook Ads (o ricerca a pagamento e social a pagamento), il prossimo step sarà quello di esaminare con attenzione i punti di forza di ciascuna piattaforma e in che modo questi strumenti di marketing digitale possono essere sfruttati efficacemente in relazione alla tua tipologia di business.


Stay Tuned 

A presto

Maikol Soares

martedì 19 giugno 2018

Google verso ulteriori garanzie per gli inserzionisti


Google verso ulteriori garanzie per gli inserzionisti

Grazie alle ultime novità in programma gli inserzionisti potranno avere maggiore controllo sulla destinazione dei propri messaggi pubblicitari.


Google ha annunciato ufficialmente di essere seriamente intenzionato a studiare nuove e più sofisticate soluzioni al fine di offrire maggiori garanzie per i propri inserzionisti.

Questa decisione altro non è che una conseguenza di quanto accaduto negli Stati Uniti: marchi del calibro di Johnson & Johnson e Verizon hanno deciso di ridurre drasticamente i propri investimenti in pubblicità presso i canali offerti dal colosso a causa di un episodio alquanto spiacevole.

Nonostante già esistano delle policy in materia, le inserzioni di parecchi marchi sarebbero apparse su siti e blog con argomenti estremisti e offensivi.
Google ha cercato di correre subito ai ripari, prima con un comunicato di scuse contenente la promessa di provvedimenti immediati ed efficaci e poi con questo annuncio.

La situazione di crisi al momento sembra rientrata, ma a Mountain View non possono permettersi di prendere sotto gamba l’accaduto: farlo vorrebbe dire perdere la fiducia degli inserzionisti e dei creativi che grazie alla pubblicità riescono a monetizzare i propri contenuti editoriali.
In particolare i primi interventi riguarderanno le policy che diventeranno ancora più dure: il giro di vite riguarderà i blog e i siti internet che veicolano contenuti offensivi, denigratori e discriminatori che vedranno immediatamente sparire qualsiasi tipo di inserzioni al loro interno.

Anche i controlli per quanto riguarda i contenuti caricati sui canali Google (in primis YouTube) diventeranno ancora più ferrei e attenti perché ancor prima di decidere cosa e come monetizzare occorre vigilare a monte sui contenuti ammessi.
Al momento gli inserzionisti hanno a disposizione una serie di linee guida che li informano sulla destinazione finale dei propri messaggi pubblicitari; nei prossimi mesi verranno inseriti degli strumenti che consentiranno loro un controllo maggiore sul loro posizionamento.

Nello specifico sarà consentito escludere a priori taluni siti e canali e selezionare le proprie preferenze.
In questo modo Google desidera fornire maggiore controllo e trasparenza per gli inserzionisti e le agenzie di comunicazione che decidono di optare per i canali pubblicitari del colosso e promette che lavorerà sodo con il proprio team di sviluppatori per creare algoritmi e sistemi di Intelligenza Artificiale ancora più sofisticati.

Sarà più semplice per loro vigilare affinché episodi del genere non si verifichino ancora e gli inserzionisti potranno segnalare facilmente eventuali disservizi e anomalie: grazie alle migliorie in programma anche l’intervento da parte di Google sarà più veloce ed efficace (assicurano che la soluzione non impiegherà più di qualche ora).
L’annuncio si conclude con l’invito per creativi e inserzionisti di continuare a usufruire dei servizi offerti dalla piattaforma e a collaborare in maniera attiva, tramite recensioni del servizio e l’invio di segnalazioni.
Per ulteriori approfondimenti e informazioni sull'aggiornamento delle policy e degli strumenti a disposizione degli inserzionisti per un maggiore controllo dei messaggi pubblicitari vi segnaliamo il comunicato ufficiale sul blog di Google.

Buona lavoro

A presto 

M.S 

venerdì 30 marzo 2018

"maggiordomi digitali" ? GOOGLE batte sui tempi Apple e Amazon e sbarca anche in Italia


Google batte sul tempo i rivali Apple e Amazon diventando la prima azienda a portare sul mercato italiano i "maggiordomi digitali".

La compagnia di Mountain View ha lanciato i suoi speaker da salotto - Google Home e Google Home Mini - che sono disponibili nei negozi dal 27 marzo.
Gli altoparlanti, con assistente vocale integrato, si propongono come "assistenti per la casa", spiega Google in un post.

Attraverso i comandi vocali si può chiedere agli speaker di riprodurre canzoni da servizi come Spotify, ma anche di rispondere a domande, tradurre una frase in altre lingue, fare un calcolo matematico, fornire notizie e informazioni su meteo, traffico o finanza.
Già in vendita in alcuni mercati tra cui Usa, Regno Unito, Francia e Germania, Home e Home Mini possono inoltre essere usati per accendere le luci di casa con un comando vocale, e per trasmettere video da YouTube e Netflix sul televisore di casa. E ancora come sveglia al mattino, come timer in cucina e come promemoria della lista della spesa.
Gli altoparlanti di Big G, che integrano l'assistente vocale Google Assistant, hanno come rivali principali Echo di Amazon, che parla con la voce di Alexa, e HomePod di Apple, che integra Siri.

Nessuno dei due è ancora arrivato sui nostri scaffali Google Home e Gogle Home Mini sono già prenotabili online sul Google Store e sono in vendita anche nei negozi fisici dal 27 marzo a un prezzo di 149 e 59 euro rispettivamente per la versione mini.

lunedì 26 febbraio 2018

Giovani & Social Media, Facebook, Instagram o Snapchat ?



Un recente studio della società eMarketer ha riportato che adolescenti e giovani stanno negli ultimi due anni gradualmente trasformando la loro attività social da Facebook ad altri social network, in particolare parliamo di Instagram e Snapchat.
Il motivo principale si rivela il maggiore appeal visivo di questi social network.

Nell'età tra i 12 e i 17 anni, la statistica basata sugli Stati Uniti, dimostra come gli utenti attivi di Facebook dovrebbero scendere del 3.4 % rispetto al 2017.
Secondo lo studio di eMarketer, Instagram (che è di proprietà Facebook) e Snapchat stanno traendo vantaggio da questa "mancanza" di interesse. Entrambe le piattaforme hanno successo grazie alla loro maggiore sintonia con il loro modo di comunicare, ovvero con i contenuti visivi come spiega l'analista Oscar Orozco citato nello studio.
Snapchat


Il risultato dello studio prevede che il numero di utenti Snapchat negli Stati Uniti aumenterà del 25.8% a 79.2 milioni, un aumento rappresentato principalmente da utenti tra i 18 e i 24 anni.
Per la prima volta, quest'anno, eMarketer prevede che gli adolescenti e i giovani adulti (età 12-24) saranno più numerosi in Snapchat rispetto a Facebook e Instagram.



Instagram
Risultati immagini per instagram
Sempre secondo eMarketer, gli utenti di Instagram aumenteranno del 23.8 %, raggiungendo i 90 milioni di utenti, di cui 22 milioni tra i 18 e 24 anni. I minori di 12 anni aumenteranno del 19 % e quelli di età compresa tra i 12 e 17 anni del 8.8%.

La domanda che sorge spontanea, oltre a questa "mutazione", cosa ci aspetterà di nuovo nei prossimi anni ?


Immagine correlata

M.S 

giovedì 25 gennaio 2018

Traditional Marketing vs Digital Marketing, ecco a voi 3 esempi di errori da non fare



Internet ha aperto un nuovo capitolo nel marketing che consente alle aziende di utilizzare il digitale per promuovere e vendere i propri prodotti o servizi.

Il marketing digitale ha avuto subito un grande successo perché ha consentito alle aziende, con budget relativamente limitati, di raggiungere un pubblico molto più ampio.

Il marketing tradizionale si basa sulla comunicazione interruttiva, entrando nei nostri televisori, radio, cassette postali, ecc. In modo indesiderato.

Il nuovo marketing digitale può basarsi sul consenso e sulla personalizzazione della comunicazione. 
Solo il contenuto di interesse per il consumatore viene inviato e nel momento più appropriato.

Ho detto "può essere basato" perché continuo a verificare che ci siano alcuni errori di marketing tradizionali utilizzati in digitale.



Consentitemi di elencare 3 esempi di  errori:




1. Effettuare la stessa comunicazione per tutti i contatti


Uno dei problemi più comuni che riscontriamo è che le aziende inviano ancora le stesse comunicazioni (ad es. Newsletter o campagne) a ogni contatto nel loro database.

Questo è sbagliato perché ci sono certamente clienti o lead con bisogni, interessi e coinvolgimento diversi.


2. Usa anche contenuti commerciali

Quando si tratta di contenuti, le organizzazioni tendono a creare cataloghi, opuscoli o informazioni commerciali sui loro prodotti o servizi immediatamente disponibili.
Quando un contatto è, ad esempio, all'inizio del processo di acquisto, sta cercando altri contenuti educativi e si rapporterà meglio all'organizzazione che li rende disponibili.

Il contenuto che fornisci deve sempre essere adeguato alla fase del processo di acquisto in cui i tuoi potenziali clienti sono.



3. Invia le campagne in base a un calendario


La newsletter di marzo, la campagna di agosto, la promozione di settembre.
In questo modo l'azienda effettua la comunicazione in base al proprio programma e non al "calendario" dell'acquisto del cliente!


La tendenza del marketing digitale è quella di rendere le comunicazioni e le campagne basate su un rapporto 1: 1, in base alle esigenze, agli interessi e alla fase del processo di acquisto del cliente.

Il comportamento digitale dovrebbe essere utilizzato per comprendere gli interessi dei clienti e per attivare campagne altamente personalizzate.

Questo ti consente di creare un coinvolgimento con il cliente, come mai prima d'ora!


Anche per questo capitolo è tutto 

Stay tuned 

M.S


venerdì 19 gennaio 2018

WhatsApp business, quale utilità per le piccole aziende e attività professionali ? Scoprilo ora



WhatsApp bussa alle porte dei nostri uffici. La chat di messaggistica di proprietà Facebook che conta oltre 1.5 miliardi di utenti, è da ora a disposizione in una nuovissima versione business dedicata alle piccole aziende e attività professionali.
In aggiunta alle funzioni della versione "normale" offre la disponibilità di funzionalità avanzate tra cui rispondere ai clienti e separare i messaggi personali da quelli lavorativi.
La app è disponibile da questa settimana per utenti Android in Italia, Regno Unito, Usa, Indonesia e Messico. A breve è atteso il lancio su iPhone e in altri Paesi.
L'applicazione WhatsApp Business, come la versione normale, continua ad essere interamente gratuita per l'utente.
Per il futuro, si ipotizza l'arrivo di un modello "freemium", con funzioni aggiuntive a pagamento che si sommano a quelle gratuite di base.
In questo modo Facebook, che ha comprato WhatsApp nel 2014 per 19 miliardi di dollari, potrebbe trarre profitto dall'acquisizione. 
Un'altra fonte di ricavi, la pubblicità, è stata più volte esclusa dal Ceo Mark Zuckerberg, intenzionato a mantenere la chat libera dagli spot.
In base a quanto annunciato da WhatsApp, la versione business consentirà alle piccole attività - dalla pasticceria al negozio di abbigliamento - di creare un profilo con informazioni utili come descrizione, indirizzo e sito web, e di usare risposte rapide per rispondere velocemente alle domande frequenti, messaggi di benvenuto per presentare l'attività ai nuovi clienti e messaggi d'assenza per far loro sapere quando non si è disponibili.
A disposizione delle piccoli imprese ci sono inoltre le statistiche sui messaggi, l'uso della chat su computer e la possibilità di avere un account identificato come business.

Per questa puntata è tutto .  

Stay tuned
M.S