venerdì 21 aprile 2017

Influencer Marketing ? Il nuovo Trend 2017 tra le strategie di Web Marketing

Se il 2015 lo ricorderemo come il boom degli investimenti – o forse più – della diffusione del concetto di Content Marketing, e il 2016 per quello di Influencer Marketing, quest’anno potrà dare un vantaggio competitivo a chi saprà in grado di unire le due strategie integrandole nel mix di Digital Marketing.
Innanzitutto vediamo come l’interesse verso ai termini “Influencer” e "Influencer Marketing” sia cresciuto e continui a crescere.

Permettetemi però una piccola premessa: termini come influencer e influencer marketing sono sulla bocca dei marketing manager solo da pochi mesi, è vero, ma in molti casi è un’attività che veniva svolta già da diversi anni, semplicemente senza chiamarla in quel modo.
L'utilità e la selezione di questi canali ?
vengono scelti per fare in modo che venga percepita dal lettore l’esistenza di un’associazione tra influencer/celebrity e un brand

vengono scelti per fare in modo che venga percepita dal lettore l’esistenza di un’associazione tra influencer/celebrity e un brand.
Se in passato questa associazione avveniva attraverso altri media, come la tv, attraverso i spot, ora avviene nei Social, con la differenza che le opzioni di profilazione del targeting sono eccellenti rispetto al media televisivo.
Oggi l’esposizione, unita al consiglio, è la vera “arma” che può fare la differenza nella comunicazione web.
Con l’esposizione hai quasi una voce superiore al rumore generato giornalmente nelle varie community e sei in grado di farti ascoltare e con il consiglio determini il giudizio positivo o negativo che andrà a impattare sulle vendite, perché, molto spesso, anche il giudizio dell’influencer subisce una sorta di viralizzazione e influenza i giudizi del pubblico.
Non si devono per forza investire decine di migliaia di euro in campagne di Influencer Marketing. Ogni nicchia di mercato ha ormai influencer che possono diventare soggetti attivi nelle campagne di marketing anche delle piccole imprese.
Comprendere dove si sta spostando l’attenzione del pubblico verso determinati formati di contenuto, quali canali stanno presidiando e soprattutto se in quei canali/communities c’è realmente il pubblico target.
Ad una strategia di influencer marketing che prevede la produzione di contenuti quali foto (per Facebook e Instagram), articoli di blog e live twit, andranno affiancati contenuti prodotti in livestream dagli stessi influencer, gli strumenti più in crescita in termini di pubblico, come dirette live di Facebook, dirette streaming di Instagram e Live Stories di Snapchat.


In tutta franchezza, l’influencer marketing è un’attività non nuova e se leggi questo blog da diverso tempo, ti sarai accorto che nelle strategie proposte in diversi articoli  ne ho fatto riferimento in diverse occasioni.
Ciò che è cambiato, invece, negli ultimi mesi, è forse nei canali utilizzati e non tanto nella strategia e che ha portato all'esplosione della “moda” dell’influencer marketing, è l’associazione di influencer ad operazioni commerciali declinate principalmente nei social media.
É ormai sempre più frequente vedere, soprattutto negli States, influencer (che poi diciamo la verità, sono celebrity) che postano foto con abiti o altri prodotti, menzionandone il brand e utilizzando  piattaforme come ad esempio Instagram che per la moda è il canale prediletto.
Tutti i brand stanno investendo in influencer e micro-influencer e la tendenza sarà questa, perché il valore apportato è reale e più proficuo rispetto a strategie che non prevedono il coinvolgimento di personalità influenti.
L’influencer marketing non deve interessare soltanto i grandi brand, ma anche i piccoli. Là fuori è pieno di influencer di classe A, classe B o classe C, a seconda del loro grado di influenza. 
L’importante è avere bene in chiaro cosa misurare e quali metriche considerare per determinare se una campagna abbia avuto, o meno, successo e per non cadere in fallimenti ti invito a leggere questa intervista sul tema dell’influencer marketing.
Le aziende che vorranno investire quest’anno in Influencer Marketing dovranno capire bene come integrarlo col Content Marketing.
Relativamente ai collegamenti col mondo del Content Marketing, ti basti sapere che uno dei trend più importanti del Content Marketing per il 2017 sarà il crescente investimento in servizi di live e video-streaming ed è proprio in questo canale che il matrimonio tra influencer e video-streaming può essere vincente.
Che ne pensate ? 
A presto 
M.S

mercoledì 5 aprile 2017

2017: Quali saranno i trend nel digital e social media marketing ?

2017: quali saranno i trend nel digital e social media marketing? Sapere fin da ora su quali strategie puntare è importante per non farsi cogliere impreparati!

Video, Live video, video in ogni modo!
2017 digital social media marketing fblive
È il trend di più facile lettura: tutti i social network, grandi o piccoli, stanno implementando modalità per creare, caricare o fare lo streaming live di video. Facebook è indubbiamente il Social che ci crede di più, spingendo moltissimo su Facebook Live (e rimanendoci anche un po’ scottato, visto l’utilizzo che ne è stato fatto con i pseudo sondaggi tramite reaction che ha prontamente provveduto a bloccare), tanto che lo ha inserito, sebbene in forma diversa, anche su Instagram.
Twitter, dopo essere partito in vantaggio con Periscope nel 2015, è invece rimasto indietro, integrando il servizio direttamente nell’app solo recentemente.
Come verrà usato per il business?
Crediamo che si utilizzerà moltissimo per avvicinarsi al cliente/fan, con sessioni in cui rispondere alle domande o mostrando nuovi prodotti. Si cercherà quindi di far partecipare il fan e farlo sentire speciale ed importate con video in esclusiva sui propri canali Social.

Bot

2017 digital social mediamarketing allo
Immagine tratta da Wired.it
Altro fenomeno partito nel 2016, che già nel 2017 dovrebbe vedere una decisa espansione. L’uso dei chat-bot nel marketing sarà probabilmente sempre maggiore, un po’ perché l’utente non ha più un grande interesse a relazionarsi con persone “vere”, un po’ perché i bot sono decisamente più efficienti, e infine perché costano decisamente meno in termini di risorse da impiegare.
Inoltre con i bot si può automatizzare molto dei processi decisionali del cliente, inserendosi anche all’interno delle conversazioni private (come sembra capiterà per Messenger e come già avviene con Allo di Google) in modo da soddisfare, prima ancora che sia formulata, la domanda di acquisto.

Realtà aumentata e realtà virtuale

2017 digital social media marketing
Lasciatemi premettere che sono un po’ scettico su entrambe (e in particolar modo sulla realtà virtuale “pura”), ma sicuramente, a giudicare dai grossi investimenti che tutte le più grandi compagnie tecnologiche e Social stanno facendo, nel corso del 2017 vedremo finalmente dei prodotti più maturi sul mercato, pronti per essere testati anche in ambito business e di marketing.
Visori quindi per interagire con i propri amici virtualmente ma anche, perché no, per entrare in negozi virtuali, provare vestiti e comprare senza uscire di casa, oppure realtà aumentata disponibile direttamente dal proprio smartphone con cui interagire con i prodotti “offline” e poter avere informazioni aggiuntive in tempo reale. Le modalità di sviluppo nel settore del digital marketing sono infinite, resterà da vedere quanto l’utente si sentirà a proprio agio nell’usare questa nuova tecnologia (vi ricordate i Google Glass? Ecco).

Cosa piace ai giovani?

2017 digital social media marketing snap
Le feature da implementare con urgenza nelle app e nei Social sono saldamente in mano al volere dei millennials, questo è stato il responso del 2016. Per il 2017 prevediamo quindi la continuazione della “guerra” che si sta vivendo, soprattutto fra Facebook e Snapchat, nella quale il settore marketing di ogni azienda dovrà entrare, per cercare di sfruttare al meglio le nuove funzioni e per cercare di interagire con i potenziali clienti di domani.
Quindi prevediamo un gran uso delle Storie (di Snapchat e di Instagram), stickers personalizzati, e una comunicazione molto più improntata all’immagine da usare sul momento, piuttosto che la foto “da catalogo” e di qualità.

Mobile First

2017 digital social media marketing mobile
Non dovrebbe essere una novità per nessuno, ma nel 2017, se avete un sito internet, è il caso di iniziare a ripensarlo puntando decisamente sulla usabilità da smartphone prima di tutto. Ormai infatti è evidente che la navigazione da telefono sarà sempre più preponderante rispetto a quella desktop. Il sorpasso è già avvenuto nel 2016, e il trend è che ben presto il mobile sarà l’accesso preferito per la navigazione per chiunque. Inoltre Google ha modificato il proprio algoritmo per dare più “peso” ai siti che sono “mobile-friendly“, il rischio quindi di avere una presenza online non aggiornata è duplice: non farsi trovare o, peggio, farsi trovare e far scappare i possibili clienti.

IoT e Big Data

2017 digital social media marketing iot
Oggetti in grado di “parlare” con il proprio proprietario e con internet, in grado di auto-regolarsi e di incentivare all’acquisto. Il 2017 sarà a quanto pare, finalmente, l’anno degli oggetti connessi. Quali oggetti sarà da vedere.
Per anni ci è stato detto che avremmo avuto frigoriferi intelligenti, in grado di sapere la data di scadenza dei prodotti al proprio interno, ma ancora il mercato non sembra aver recepito questa presunta novità.
Sono invece comparsi i “Dash Button” di Amazon: oggetti molto piccoli, con una funzione specifica e un desiderio specifico da soddisfare, quello di ordinare e comprare i prodotti che necessitiamo senza dover uscire di casa, o andare su internet, o cercare la carta di credito. Oggetti quindi in grado di semplificare il processo di vendita e che allo stesso tempo danno all'azienda i dati sulle abitudini del cliente, da registrare e poter usare per azioni di marketing successive. Crediamo che questo tipo di oggetti, delegati a svolgere funzioni molto precise e sempre connessi alla rete saranno un trend nel 2017 da seguire con particolare attenzione e su cui puntare.
Stay tuned ! 
A presto
Maikol Soares 


sabato 1 aprile 2017


Content Marketing? Il significato della visibilità on-line!
Le ultime statistiche del Content Marketing Institute ci dicono che l’88% delle aziende B2B in USA utilizza il content marketing, ma solo il 32% di queste ha una strategia documentata alla base. Lo stesso avviene nel B2C: il 76% delle aziende dice di fare attività di content, ma solo il 37% ritiene che la propria strategia sia efficace.
Una risposta non può essere: perché lo fanno i miei concorrenti. D’altra parte, nessuno vuole essere l’azienda che si è accorta con anni di ritardo del potenziale di ritorno economico dei social media.
La scelta più giusta da compiere deve essere basata su una valutazione il più accurata possibile delle esigenze di comunicazione che riguardano il target dell’azienda: il content marketing può essere un modo per coinvolgere di più il proprio audience? Ma soprattutto: che obiettivo ci si propone di raggiungere attraverso le attività di content?
I classici obiettivi di brand awareness, generazione di lead e costruzione della reputazione aziendale vanno bene, ma non sono sufficienti. Si deve andare più nello specifico, prendendo spunto da quello che viene segnalato dagli Analytics, in modo da impostare una content strategy coerente.
L’88% delle aziende B2B in USA fa #contentmarketing, ma solo il 32% ha una strategia 

Chi sono i tuoi clienti?

Cosa vogliono i tuoi clienti?
Con la pubblicità, e in particolare l’advertising online, si trasmette un messaggio a pagamento, che ha un particolare obiettivo di conversione, riferito a un’azione che un determinato target qualificato dovrebbe intraprendere.
Nel content marketing, invece, il “messaggio” deve essere percepito come qualcosa di valore e di utile dal ricevente, in quanto i meta-obiettivi di queste attività riguardano la creazione di brand awareness, l’acquisizione di fiducia da parte dei consumatori e, solo alla fine, l’incremento delle vendite.
Se i propri contenuti rispondono alle esigenze di ricerca dei clienti e risolvono i problemi che questi affrontano, c’è la forte possibilità che questi diventino “ evergreen” posizionandosi con un alto ranking su Google. Sono quelle pagine che Copyblogger chiama “Cornerstore content”, una pagina fondamentale del sito web che serve ad attirare traffico e a direzionare l’utente verso altri contenuti di qualità interni al sito.
Non capire quello che desiderano i propri clienti può avere un costo molto alto, che si può riflettere anche nell’eventualità che ignorino i contenuti.
Il #contentmarketing deve creare un messaggio di valore e utile per l’utente 

Quale mezzo di distribuzione utilizzare?

Avevamo dedicato due articoli sulle nuove forme di distribuzione dei contenuti, a partire da Facebook Instant Articles per arrivare a Snapchat Discover.
Ma alla base di tutto c’è il blog aziendale: il 45% dei marketer ritiene che il blog sia la parte più importante della content strategy, e il 69% prevede di aumentare l’uso del blog nel corso del 2016 (Fonte: Social Media Examiner).
Ma non si tratta solo di progetti editoriali: i video sono potenzialmente una parte molto importante del piano di content, considerato che rappresentano il 50% di tutto il traffico da mobile, e il 78% delle persone guarda video online ogni settimana (Fonte: Hubspot). Un altro trend molto interessante riguarda il live-streaming, di cui avevamo parlato nell’articolo dedicato a Periscope.
Ma è probabile che il proprio audience preferisca leggere questi contenuti in lunghi articoli del blog, o scaricando un PDF: la forma e il mezzo di distribuzione dipendono dunque dalle preferenze del target.
Facebook Instant Articles, Snapchat o Periscope? Dipende dalle preferenze del tuo target 

Come misurare il successo?
È intrinseca nelle attività di content marketing la difficoltà di misurarne l’efficacia, soprattutto in termini di contributo al ROI. È importante monitorare le fonti di acquisizione di traffico, e poi impostare degli obiettivi di conversione su Google Analytics.
Ma, al di là degli obiettivi finanziari, è importante tornare alla prima domanda: il “perché” delle attività di content marketing definiscono con chiarezza gli obiettivi alla base, e saranno quelli che bisognerà misurare, con dei KPI dedicati.
Se ad esempio si vuole misurare il successo di una campagna di content collegata ad attività di email marketing, allora sarà necessario monitorare il tasso di apertura delle email, il tasso di download dei contenuti speciali, e altro.
Misurare le attività di #contentmarketing è una sfida, ma usare sempre #Analytics!