giovedì 28 gennaio 2016

Cosa significa fare Digital Marketing nel 2016 ? Sarà il futuro del business ?

Partiamo col dare la definizione – che non è così scontata come sembrerebbe – di digital marketing. Secondo Wikipedia: “Il digital marketing è quella tipologia di marketing che fa uso di apparecchiature elettroniche – come computer, tablet, smartphone, console di videogiochi ecc. – per arrivare a coinvolgere i consumatori. Il web marketing è il maggior ramo componente del digital marketing”.
Detto in estrema sintesi: il digital marketing è quel particolare insieme di tecniche di marketing che fanno uso dei nuovi media per promuovere un prodotto o un servizio, un brand oppure un’organizzazione.
Sull'importanza del digital marketing nel 2016 è praticamente superfluo parlarne. In effetti, avere una presenza online commercialmente efficace è oggi assolutamente indispensabile. E lo è per qualsiasi realtà di business. Lo è addirittura per i singoli professionisti, tant'è vero che esiste una disciplina come il personal branding!
Ma come si mette in atto un digital marketing che funziona ai nostri giorni? La risposta ci viene data proprio dall’infografica che ho pubblicato sotto. Ecco quali sono i punti su cui deve soffermarsi la nostra attenzione se vogliamo essere protagonisti online e creare una strategia di digital marketing capace di migliorare l’immagine del nostro brand e… capace di aumentare le nostre vendite!

Digital marketing è… contenuti di qualità

Si tratta del punto di partenza, della condicio sine qua non. Cioè: senza contenuti di qualità non si va da nessuna parte sul web. In che cosa consistono i contenuti di qualità? Contenuti web di questo tipo sono contenuti originali, pertinenti, informativi, interessanti per gli utenti della nicchia in cui il brand opera.
 Digital marketing è… ottimizzazione SEO on page
Una volta creati i contenuti di qualità, occorre che si posizionino in alto nelle SERP dei motori di ricerca, soprattutto in quelle di Google. Solo così gli utenti web che si affidano alla ricerca online potranno trovarli.
Le tecniche di search engine optimization per un buon posizionamento sui motori di ricerca sono tantissime. Si riescono comunque a ottenere eccellenti risultati se ci si concentra principalmente su questi punti:
  • Ottimizzazione SEO del tag title.
  • Ottimizzazione SEO del tag H1 e del tag H2.
  • Creazione di URL SEO friendly.
  • Creazione di una sitemap.
  • Ottimizzazione delle immagini dei contenuti web.
  • Creazione di un file di robots.

Digital marketing è… ottimizzazione SEO off page

Non solo la SEO on page, dunque, ma anche la SEO off page fa molto per il posizionamento su Google di un sito web aziendale. In questo caso, si tratta di porre attenzione soprattutto a questi fattori:
  • Il numero di link spontanei che si ottengono da altri siti web (è importante che questo numero sia il più alto possibile).
  • L’iscrizione del sito aziendale alle web directory (attenzione a scegliere solo quelle che non sono considerate spam da Google!).
  • I commenti sui blog del proprio settore.
  • Le risposte a domande dei consumatori fatte su atri siti web o su forum online.
  • L’attività sui siti di social bookmarking.

Digital marketing è… content curation

Eh già, l’attenzione e la fiducia del pubblico della propria nicchia si possono ottenere anche attraverso un’efficace attività di content curation. Insomma: digital marketing è anche – se non soprattutto! – creare valore per i consumatori della propria nicchia.

Digital marketing è… search engine marketing

Il digital marketing è anche search engine marketing (SEM), inteso come keywords advertising, e-mail marketing, campagne su Google AdWords ecc. Occorre poi prestare molta cura alla misurazione dei risultati delle campagne e ai report che ne illustrano il ritorno avuto.

Digital marketing è… social media marketing

I social media sono oramai una realtà che è impossibile ignorare se si vuole fare del digital marketing che ottiene risultati. Perciò, una parte importante delle attività di marketing online dovrà essere indirizzata al cosiddetto social media marketing.
Una cosa importante: non si può scegliere di aprire un profilo aziendale su ogni social media esistente solo con l’obiettivo di esserci. Bisogna pensare più strategicamente. Il che significa aprire un profilo solo sui social media in cui vi è un’effettiva – e significativa – presenza dei propri consumatori. E quei profili vanno curati quotidianamente, interagendo con i propri fan, follower ecc.

Digital marketing è… un sito web performante

Google Analytics e Google Webmaster Tools devono diventare strumenti di lavoro consultati con frequenza quotidiana. Il sito web o il blog aziendale devono essere costantemente monitorati, per scoprire ciò che non funziona e correggerlo. Per esempio, le pagine web del sito devono essere veloci da scaricare. Massima attenzione anche all’usabilità e all’accessibilità del sito web.

Questi i punti su cui l’infografica pone l’accento per mettere in pratica un digital marketing che funziona. Tu che cosa ne pensi? Che definizione daresti per questa disciplina? E ancora: secondo te, l’infografica contiene tutti i pilastri del digital marketing oppure ne manca qualcuno?
Secondo me, si sarebbe potuto parlare anche di video marketing, di call to action, di landing page, di ebook, di case study, di infografiche ecc. 
Tu IMPRENDITORE o LIBERO PROFESSIONISTA come la pensi ?
Per qualunque domanda o opinione in merito sono a vostra completa disposizione !
Maikol Soares 

martedì 26 gennaio 2016

Google: le parole più cercate del 2015

Google: le parole più cercate del 2015

Google: le parole più cercate nel 2015 dagli italiani
Quali sono state quindi le parole più cercate del 2015 dagli italiani? Stando alla classifica di Google, il primato indiscusso spetta a Pino Daniele, il cantante napoletano morto il 4 gennaio 2015, primo sia nelle ricerche per parole che in quelle per personaggi.

Seguono, nella classifica delle parole, Grande Fratello, Isola dei FamosiSanremo 2015 eMiss Italia 2015, rispettivamente in seconda, terza, quinta e settima posizione: ricerche che ben riassumono la passione degli italiani per i reality show e per quei programmi che, nel bene e nel male, hanno fatto la storia della televisione italiana.

Al quarto e al nono posto delle classifica delle parole più cercate troviamo Parigi e Charlie Hebdo, emblematiche delle tragedie avvenute in Francia in questo 2015. In settima posizione troviamo Expo e, infine, in decima, Valentino Rossi.

Gli altri Google Trends del 2015
Valentino Rossi si aggiudica anche il secondo posto nella classifica dei personaggi più cercati, seguito da Sergio Mattarella, insediatosi al Quirinale nel febbraio del 2015, Laura Antonelli e Maria Grazia Capulli.

Particolarmente interessante è anche la classifica dei Google Trends per ciò che concerne le mete di vacanza: nella top 3 delle più cercate dagli italiani troviamo FollonicaCapo Verde e PalinuroExpoLotteria Italiana e Finale Champions League si aggiudicano invece il podio in quanto eventi cui gli italiani hanno cercato maggiormente i biglietti.

Nella classifica “Come fare” si percepisce bene l'interesse del popolo del Bel Paese per la cucina: le olive in salamoia, il gorgonzola in casa, il pesto alla genovese in casa e i marron glace si aggiudicano rispettivamente il primo, terzo, quinto e nono posto; nella classifica dedicata esclusivamente alle ricette, la meglio la hanno però la marmellata di fichi, il sex on the beach e la marmellata di ciliegie.

Interessante infine la classifica “Cosa significa” stilata da Google: tra i risultati più cercati troviamo GenderTransgender e Isis, termini sui quali gli italiani nutrono ancora diverse perplessità.

lunedì 18 gennaio 2016

Digital Marketing Trends 2015 ? Scoprili ora e prepariamoci al futuro !


Il 2015 si è concluso e in questo articolo vi elenco quelli che sono stati i grossi cambiamenti del Marketing Digitale nell'ultimo anno.

SEO nel 2015

  • Google ha pubblicato a Novembre le Quality Rater Guidelines, con cui viene confermata l’importanza della reputazione. È necessario che le aziende generino non solo link ma menzioni che possano innalzare il trust rank del sito.
  • Sempre più mobile dopo l’aggiornamento dell’algoritmo ad Aprile per i risultati da Mobile, e sempre più local
  • Le app sono indicizzate dal motore di ricerca: Google, quindi, non indicizza solo pagine web. La SERP sta diventando uno spazio dove si mescolano contenuti sponsorizzati e organici, dove un utente può trovare tutto, in ottica cross-channel.
  • Più interazione nella SERP, che ormai non è più solo una pagina di risultati, ma una pagina dove gli utenti possono interagire con i brand, tramite i Knowledge Graph (basti pensare alla possibilità di prenotare voli aerei dalla SERP!)
  • Non più solo Google: nel 2015 hanno migliorato esponenzialmente le proprie funzioni di ricerca iOS di Apple e Microsoft, con Windows 10.
  • Google e Twitter: i tweet, da maggio, compaiono tra i risultati di ricerca di Google. Cosa vorrà dire, nel medio-lungo termine? Chissà, la costituzione di Alphabet forse avrà una sua “T”.

LA USER EXPERIENCE

  • Le aspettative dei consumatori sono sempre più alte: gli utenti devono essere deliziati, è necessario andare oltre alle loro aspettative. Fermarsi al proprio compitino non è sufficiente: la progettazione deve ruotare attorno all’utente, la piattaforma deve essere costruita sulla base delle sue più profonde esigenze.
  • Non può esserci User Experience senza User Testing. I test sono fondamentali per monitorare le abitudini degli utenti, soprattutto in una logica mobile, che deve garantire una coerenza con l’esperienza integrata.
  • Non solo digitale: il customer journey va oltre il digitale, e deve essere seguito in ogni suo punto di contatto, anche nel mondo offline. Per esempio, con gli occhiali eyetrackingè possibile misurare e migliorare l’esperienza di shopping nel retail.

I SOCIAL MEDIA NEL 2015 

  • Video: sembra che sia il formato di condivisione dei contenuti più apprezzato del 2015. Youtube viene minacciato su Facebook, con 4 miliardi di visualizzazioni video al giorno. Il trend è confermato dalle performance pubblicitarie dei video in confronto ad altri formati: il Click-Through Rate è più alto di 4 volte.
  • Si può fare Social Media Marketing nel B2B: ad oggi, il 92% dei marketer B2B utilizza i social, attraverso cui si può rendere un business “noioso” ingaggiante nei confronti del proprio target.
  • Affermazione di Instagram: i suoi utenti sono aumentati esponenzialmente nel corso dell’anno (in totale, adesso, sono 400 milioni), e dal punto di vista delle aziende è diventata la piattaforma pubblicitaria dove tutti aspirano a fare presenza. Perché? Secondo unaricerca di Forrester, il tasso medio di engagement dei brand su Instagram è del 4.2%!
  • Il Social Commerce è una nuova opportunità offerta dai Social Media, che sta portando questi mezzi a giocare un ruolo davvero significativo nell’e-commerce. Si parte da Pinterest con i Buyable Pins, fino al test dei Buy Button su Facebook, oltre che alla presenza dei retailer su Shopify. Sarà di interesse vedere come lo scenario evolverà nel 2016.

ONLINE ADVERTISING NEL 2015

  • Programmatic Advertising: integrare la creatività con i dati e le tecnologie nel mobile; questa è la maggiore necessità, e solo così si possono seguire i consumatori attraverso tutti i canali. È inoltre ideale superare il rischio dell’ Ad Blocking, con formati pubblicitari meno invasivi e più “native”.
  • Google AdWords: ad Aprile era stato annunciato un servizio simile alle Custom Audience su Facebook, confermato poi a settembre con le Customer Match. Forti novità poi nelle pubblicità targetizzabili a livello geografico con le Local Inventory Ads (di cui avevamo parlato in un articolo dedicato agli Omnichannel Shoppers).
  • Email Marketing: le email sono uno dei canali più efficaci (con il tasso di conversione più alto) ed efficienti (grazie alle automazioni). Nel 2015 i trend riguardano soprattutto lapersonalizzazione dei contenuti e l’importanza di progettare i template mobile-first. Come ottenere le sottoscrizioni? I metodi utilizzati sono sempre più creativi e meno invasivi, e sono tutti volti ad ampliare il proprio database di marketing.
  • Mobile Advertising: gli utenti navigano da Mobile, pertanto è preferibile intercettarli su questo canale con strumenti pubblicitari adeguati. Il Local assume sempre più rilevanza soprattutto (anche su Facebook). Un’altra opportunità è la Display In-App Advertising, che ci consente di rimanere sempre più vicini alla vita delle persone.

LA DIGITAL ANALYTICS NEL 2015 

  • Google ha iniziato a parlare di micro-momenti e di frazionamento della customer journey. Si parte dalle intenzioni, che devono essere tracciate con un sistema integrato attraverso tutti i punti di contatto.
  • La Digital Analytics è considerata la base delle decisioni strategiche di digital marketing. Il suo valore in Italia nel 2015 è aumentato, ma è urgente trovare soluzioni per estrarre ed interpretare i big data.

CONTENT MARKETING NEL 2015

  • Coinvolgere: è lo scopo del Content Marketing ed è un buon proposito quotidiano. Coin il content bisogna coinvolgere gli influencer – collaborando con loro perché parlino dei vostri prodotti –, i collaboratori – creando una web community stimolante e interattiva, e, soprattutto, i Tutto deve essere rivolto a loro, nei giusti tempi e nelle giuste modalità.
  • User-Generated Content: parlare agli utenti non per persuaderli a comprare ma per instaurare una connessione, e regalare loro delle emozioni. In questo modo, loro regaleranno dei contenuti a voi.
  • Focus sulla distribuzione dei contenuti: creare dei buoni contenuti è solo il primo step nel lungo processo che porta al successo delle attività di digital marketing. Come trovare le piattaforme di distribuzione adatte? I canali si sono moltiplicati: il 2015, infatti, è stato anche l’anno di Medium, Linkedin Pulse, Facebook Instant Articles ed Apple News. Tutto è in evoluzione, e nel 2016 ne vedremo delle belle.
  • Connettere Content a Social Media: i Social sono uno dei modi migliori per amplificare la visibilità dei contenuti, e questo discorso si inserisce nella distribuzione. Come progettare efficacemente la content strategy nei social? Partiamo sempre dai dati e dall’apprezzamento del pubblico, ad esempio con i Facebook Audience Insights, per avere indicazioni strategiche.

Cosa succederà nel 2016 ? lo scopriremo insieme !


giovedì 14 gennaio 2016

SEO (Search Engine Optimization) e Social Media: la giusta unione ?


SEO e Social Mediarappresentano due facce della stessa medaglia, due aspetti differenti del Web Marketing che hanno un obiettivo condiviso: ottenere successo sul web. Ma davvero una strategia di Social Media Marketing può influenzare il posizionamento di un sito nei motori di ricerca?
A lungo gli esperti di SEO hanno sottovalutato il potere dell’integrazione fra strategie di ottimizzazione SEO e Social Media Marketing, poiché i link provenienti dai Social Network non sono in grado di influenzare direttamente il posizionamento organico sui motori di ricerca. Ricordiamo che in una strategia SEO l’attività di link building ha un peso importantissimo, rappresentando, assieme alla creazione di contenuti di qualità, l’elemento principale cheinfluenza in posizionamento sul web. I motori di ricerca valutano la popolarità e l’affidabilità di un sito analizzando il numero e la qualità dei link in ingresso e premiando quelli che ottengono link da fonti affidabili.
Fra questi non si includono i link provenienti dai Social Network perché presentano nel codice HTML l’attributo “nofollow” che indica al motore di ricerca di non tenerne conto, rendendoli privi di influenza sui risultati nelle serp. Grazie a questo attributo, “spammare” link dai Social Network non crea assolutamente nessun valore in una strategia SEO. D’altro canto, da quando Google e Bing hanno apertamente dichiarato che i link condivisi su Facebook e Twitter hanno un impatto nella scelta dei risultati restituiti nei loro motori, è controproducente sottovalutare le opportunità derivanti da questa “unione”.
Di seguito alcuni suggerimenti per favorire l’integrazione fra le principali piattaforme Social con il SEO e aumentare l’impatto del proprio brand online:
  • Ottimizzare la Local SEO con Google My Business
Quando si ricerca un’attività locale, Google restituisce anzitutto le schede di Google My Business, che consente di aggiornare le informazioni di un’azienda e interagire con gli utenti, gestendo tutto attraverso l’account Google+. Per ottimizzare la Local SEO di un’attività con Google My Business è importante arricchire la propria scheda con tutte le informazioni utili per essere trovati, con particolare attenzione alla coerenza nel modo in cui viene riportato l’indirizzo nel sito; scrivere una descrizione completa composta di specifiche parole chiave; ottenere recensioni dagli utenti.
  • Accrescere la brand awareness con Youtube
Anche se non genera traffico diretto al proprio sito, la pubblicazione di video rende possibile posizionarsi nei motori di ricerca con keywords rilevanti per la propria attività, oltre ad accrescere la popolarità del marchio presso il proprio target. Per ottimizzare un video in ottica SEO è ovviamente importante inserire la parola chiave in tutti gli elementi che lo consentono (nome del file, titolo del video, descrizione) e introdurre una call to action accattivante, con un link che rimandi al proprio sito web. Un ulteriore consiglio è di includere due volte la keyword all’interno del titolo (es.: Facebook tips: 10 Facebook tips per ottenere più follower).
  • Non trascurare la descrizione delle immagini su Pinterest
Anche se resta poco utilizzato, le immagini condivise su Pinterest vengono indicizzate e compaiono nei risultati di Google Images. Per integrare questo Social con la propria strategia SEO, è importante soprattutto ricordare di pubblicare immagini ad alta risoluzione e aggiungere una descrizione SEO Friendly, composta di una breve frase (circa 200 caratteri) con le parole chiave con cui si intende posizionare ogni pin e una call to action efficace.
  • Inserire anchor text ai link su Facebook 
Come per gli altri social, non bisogna dimenticare di inserire le parole chiave importanti negli aggiornamenti della propria pagina Facebook e nelle didascalie delle foto. Per le immagini è fondamentale utilizzare solo keywords rilevanti perché la descrizione rimane in modo permanente. È utile inviare spesso link al di fuori della pagina, sfruttando non solo la bacheca ma anche il box “About” e le note. In quest’ultima sezione è possibile inserire nei link anchor text personalizzate per aumentare la visibilità nei motori di ricerca. Basta scrivere l’anchor text, per esempio:
<a href=”insidemarketing.it”>Magazine di Marketing</a>
e una volta pubblicato apparirà come un vero e proprio link nella pagina.
In definitiva, anche se i link provenienti dai Social Network non hanno un’influenza diretta sul posizionamento di un sito nei motori di ricerca, possono generare comunque valore per la tua strategia di Web Marketing.  Un link, seppur nofollow, può infatti favorire nuovi collegamentiaccrescere awareness ed engagement e, di conseguenza, l’autorità del dominio. Quel che è indispensabile per lavorare ad un’integrazione fra SEO e Social Media, è adottare una strategia di comunicazione integrata tra tutte le piattaforme, affinché i diversi approcci possano interagire effettivamente in modo produttivo per la propria attività